domenica 16 maggio 2010

Paradiso

Ci andava perfino la mia mamma a ballare al Paradiso. E, non c'è dubbio, rimane uno dei locali più belli in assoluto della Riviera. A due passi da Rimini, di poco rialzato rispetto al mare, a Covignano, il Paradiso è il luogo dal quale si vede l'intera costa, pullulare in un scintillio di luci, velocità e adrenalina. Rimini è un pò cambiata e a dire il vero anche il locale, negli ultimi anni. Però un salto al Paradiso lo consiglio a tutti. Ai più giovani, per un giro nella pista grande e ai più grandi, per chi ama il lusso, l'esclusività e la bella vista.  

lunedì 26 aprile 2010

Cinque stelle di grande stile

I crostacei sono ai chiodi di garofano e le orchidee piene di perle e di specchietti. Lo stile a Milano Marittima si chiama Palace Hotel, Mare e Pineta, Caminetto, la Frasca. Tonino, Franco e Gian Franco hanno fatto di questa località di mare un luogo davvero a cinque stelle, grazie ad una sapiente cura di ogni dettaglio. "I soldi si fanno con i lenzuoli, non coi tovaglioli", ripete Tonino, che di alberghi a cinque e quattro stelle ne ha undici, un pò per canzonare gli amici ristoratori, un pò per far capire che con tanto lavoro, classe e un pizzico di fantasia si ottiene tutto. Così il suo "Premio cinque stelle al giornalismo", snobbato da alcuni, non cpaito da altri, ora, dopo cinque anni, è senza ombra di dubbio uno degli eventi culturali più importanti a livello nazionale. E questo è un fatto, in economia, nel giornalismo e nel panorama di lifestyle italiano.    

martedì 13 aprile 2010

Mi.Ma

Va bene, ok, lo ammetto. Ci sono andata. Avevo detto che non lo avrei più fatto e invece alla fine mi sono convina e ho fatto un salto a Mi.Ma giusto per vedere che aria tirava (faceva freddo) e che gente c'era (la solita gente, a dire il vero).
E alla fine, niente, serata tranquilla. Cena allo Sporting (per una buona causa, aiutare e sosptenere i progetti della Croce Gialloblu, una delle pubbliche assistenze di Cervia), giretto in centro e poi salto al Pineta, che è davvero scintillante, non c'è che dire. Abito aderente, spacco vertiginoso, tacco 12, rosa gentilmente donata da un amico e presa dal pachistano di turno, che ti sorride, anche se proprio non ne ha voglia, e baci e abbracci con qualcuno che incontri e che non riconsci, oppure che sì, anche, riconosci, ma non cambia poi molto.
Ecco, Mi.Ma è sempre uguale a se stessa e forse, in fin dei conti, questa è la sua vera forza. 
A dispetto della crisi (65 euro per la cena al Pacifico, aperitivo, antipasto e un secondo), a dispetto delle polemiche (movida sì, movida no, il sindaco che sbraita e dice che proprio no, gli operatori che sbraitano e non si sa bene per cosa o per chi e alla fine non cambia poi molto). Lei è come è: barocca, un pò grottesca, talvolta, ma anche piena di una vita da vetrina che una volta ogni tanto davvero non dispiace, con buona pace di tutti coloro che pensavano si trattasse solo di una moda passeggera.
Le mode passano, i miti restano. Milano Marittima sta in mezzo alle mode e ai miti e strizza gli occhi ai giovani di un tempo e a quelli di oggi: per tutti c'è un luogo dove andare a non fare niente di particolare, ma ad esserci. Questa è Mi.Ma.   

venerdì 5 marzo 2010

Loft

Ho già scritto che per i trentenni la vita si fa sempre più dura.
I giovanissimi hanno ormai invaso tutto e così non rimane che andare alla ricerca di qualche vecchio locale, magari rimesso a nuovo, dove non sentirsi realmente vecchi, ma solo un poco più maturi.
E' il caso del Loft, a Cesenatico.
Si tratta di un locale che ha passato varie fasi della sua esistenza e dal quale sono passati più o meno tutti, ma che ancora attira gente dai 25 ai 35 anni, con musica decente e compagnia niente male.
In più da Cesena, per chi ama bere, parte ogni venerdì sera una navetta, per andare in discoteca in sicurezza, come a dire che ad una certa età si può continuare a sballare, ma organizzando anche gli eccessi.
Molto europeo come concetto. Un vero "loft", appunto, spazi aperti, mente aperta e bella gente.
Da provare.

lunedì 22 febbraio 2010

Egoist

Ricordate quella pubblicità nella quale si aprivano e chiudevano velocemente le imposte delle finestre e da dietro si rincorrevano voci di donne che gridavano "Egoist, egoist, egoist"? Era la pubblicità di un noto profomo da uomo che andava di moda negli anni Novanta.
La pubblicità arriva sempre prima. Poi cambia la società e, in qualche modo, anche l'idea di fare una vacanza. Per questo sono molto stupita, perchè sono stata recentemente in un nuovissimo cinque stelle dove tutto urla "Egoist". L'hotel si chiama I-Suite e aprirà definitivamente fra qualche mese a Rimini. Io sono andata in anteprima. E ho capito che cosa vuole dire quella scritta. "I", come i-Pod, ma anche come Ego.
Io al centro della vacanza.
Io al centro del mondo.
La sauna con vista sul mare al sesto piano è superlativa, le stanze sono tutte suite con specchi e televisori al plasma ovunque (anche sul soffitto) urlano "Egoist, egoist, egoist... sei al centro del mondo e sei il migliore".
Poi si esce fuori e arriva una zaffatta di odore di mare, le urla dei bambini, la vita vera.
Da provare: per la sauna, lo spiazzamento, la vertigine egoistica, ma anche - direi soprattutto - per quel senso di normalità che si apprezza tanto uscendo fuori.

domenica 14 febbraio 2010

L'appagamento delle cose belle

Diciamolo, San Valentino è una noia. Tutti cuori, stuchevolezze e...noia. E proprio per poter dire ancora "tutto il resto è noia" (memorabile Califano, che ha scritto questo testo a Cervia) per San Valentino me ne vado sempre fuori dalla portata dei tic da pseudo-innamorati. Lo scorso anno era a Gran Canaria, l'anno prima alle Azzorre. Il mare (l'Oceano), del buon pesce, una Spa come Dio comanda e tante altre cose belle. Single o in coppia l'appagamento del bello mi rende felice. D'altra parte San Valentino è stato inventato da una donna che la sapeva lunga, Luisa Spagnoli (già, proprio lei), che amava, più o meno segretamente Francesco Buitoni, figlio di Giovanni, col quale era socia in affari. Un giorno con gli scarti di produzione del cioccolato (Perugina) fece un nuovo cioccolatino (Il Bacio, che però doveva chiamarsi 'cazzotto') e da lì inventò tutto il resto. Anche lei amava le cose belle e in quelle trovava grande appagamento. San Valentino può avere un suo fascino... se si fa l'amore col bello.

venerdì 29 gennaio 2010

Il club della Braciola premia un ristorante di Galeata

Quest’anno l’osteria migliore è quella di “via Zannetti” a Galatea. Non hanno dubbi i cervesi che ogni venerdì vanno a cena in un ristorante diverso per trovare l’osteria perfetta, quella nella quale si spende poco, si mangia molto e bene. Il presidente del “Club della Braciola, amanti della tagliatella” è il barbiere di viale dei Mille, Maurizio. Assieme a lui ogni venerdì sono circa una ventina i professionisti che vanno in cerca della tagliatella perfetta, non troppo grossa, né troppo sottile, col ragù perfetto. E alla fine della cena si dà un voto all’osteria, espresso in braciole. Quattro e mezzo è il voto massimo, ma di solito il ristorante miglior dell’anno, scelto dopo la visita a quaranta, prende al massimo quattro braciole. Il gruppo cervese ha anche un sito www.braciola.federicosintucci.com/old/index.html e delle regole che farebbero arrossire perfino la massoneria. Niente donne e soprattutto nessuna moglie al tavolo. La scelta del ristorante è collegiale, ma spetta al presidente comunicarla a tutti i soci una volta a settimana, a poche ore prima dell’appuntamento, che è sempre il venerdì sera. La valutazione è collegiale e finisce nel registro, dove si trovano indicati i piatti, il gradimento e il prezzo. Sulla casacca gli associati hanno una braciola con sopra scritto “Vini, vidi, edi”. La serata in genere finisce in allegria, fra barzellette e giudizi al cibo. Banditi i discorsi seri, fra cui la politica. E, naturalmente, si entra nel Club solo se si è cervesi doc.

giovedì 14 gennaio 2010

Enta in arrivo: dove si va?

La mia mamma dice che ad una certa età, cioè alla mia, fra i venti e i trenta (enta, capite!) si deve andare nei Club. Provo a spiegarle che qui non ce ne sono poi tanti e che, forse, se vivessi a NY o anche a Londra potrei sicuramente frequentare qualche buon Club, ma qui, invece, niente. O pub, o disco. Qualche bar, una paio di circoli. Il vero problema è che i quindicenni stano prendendo il sopravvento. I pub ormai sono tutti loro. In discoteca al buio tutti i gatti sono bigi e quindi non si fa molto caso all'età, però alla musica sì, per forza. E, ve lo assicuro, in genere è una musica da sbarbatelli. Se gli enta sono in arrivo, insomma, dove si va? I luoghi fighetti sono troppo fighetti e quelli da sfattoni alla soglia degli enta iniziano a diventare davvero out. Ma insomma: cosa rimane? Se uno non è sposato, non è fidanzatissimo, se, in altri termini, non è accasato, avrà ben il diritto di continuare a fare una vita da gggggggiovane? La questione è: quanto ggggggiovane? Non resta che girare e provare, un posto, alla fine, si troverà. Forse.

sabato 9 gennaio 2010

Restare a casa è di nuovo "in"?

E se restare a casa fosse tornato ad essere "in"? La neve è stata sicuramente complice di questo ritorno dentro le mura domestiche, però è vero che nella Riviera dove si è già visto tutto e il contrario di tutto, ad un certo punto, attorno ai trenta, uno si scoccia e così al pub di sempre e al locale che ogni tre mesi si rifa il look - ma che in fin dei conti resta uguale, salvo la musica, che peggiora di anno in anno - si preferisce l'accogliente casa di qualcuno, magari con camino.
Un giro di pizze assortite, con i cartoni che si accumulano per terra, birra e vino a volontà (tanto mica si deve guidare) e giochi di società sono stati il vero must delle festività 2009/2010 e probabilmente, se il tempo continua a variare da brutto a pessimo, segneranno anche i primi mesi dell'anno.
Poca spesa, tanta resa, amici di sempre, calore, chiacchiere e divertimento assicurato, soprattutto quando qualcuno grida: 'giochiamo a Mi salta in mente?' E' un pò come tornare al liceo, quando non mancavano mai il mazzo di carte, gli scacchi e qualche foglietto spiegazzato su cui scrivere tutti i nomi che vengono in mente con la "A", tutte le piante, tutti gli animali...accidenti non mi ricordo nemmeno uno "sport"...ecco, ci sono "Alpinismo".
Così scivola via anche la serata più fredda e malinconica, perchè in fin dei conti restare in casa è di nuovo "in". (E se anche non lo è, pazienza, perchè comunque a noi ci piace!)