venerdì 29 gennaio 2010

Il club della Braciola premia un ristorante di Galeata

Quest’anno l’osteria migliore è quella di “via Zannetti” a Galatea. Non hanno dubbi i cervesi che ogni venerdì vanno a cena in un ristorante diverso per trovare l’osteria perfetta, quella nella quale si spende poco, si mangia molto e bene. Il presidente del “Club della Braciola, amanti della tagliatella” è il barbiere di viale dei Mille, Maurizio. Assieme a lui ogni venerdì sono circa una ventina i professionisti che vanno in cerca della tagliatella perfetta, non troppo grossa, né troppo sottile, col ragù perfetto. E alla fine della cena si dà un voto all’osteria, espresso in braciole. Quattro e mezzo è il voto massimo, ma di solito il ristorante miglior dell’anno, scelto dopo la visita a quaranta, prende al massimo quattro braciole. Il gruppo cervese ha anche un sito www.braciola.federicosintucci.com/old/index.html e delle regole che farebbero arrossire perfino la massoneria. Niente donne e soprattutto nessuna moglie al tavolo. La scelta del ristorante è collegiale, ma spetta al presidente comunicarla a tutti i soci una volta a settimana, a poche ore prima dell’appuntamento, che è sempre il venerdì sera. La valutazione è collegiale e finisce nel registro, dove si trovano indicati i piatti, il gradimento e il prezzo. Sulla casacca gli associati hanno una braciola con sopra scritto “Vini, vidi, edi”. La serata in genere finisce in allegria, fra barzellette e giudizi al cibo. Banditi i discorsi seri, fra cui la politica. E, naturalmente, si entra nel Club solo se si è cervesi doc.

giovedì 14 gennaio 2010

Enta in arrivo: dove si va?

La mia mamma dice che ad una certa età, cioè alla mia, fra i venti e i trenta (enta, capite!) si deve andare nei Club. Provo a spiegarle che qui non ce ne sono poi tanti e che, forse, se vivessi a NY o anche a Londra potrei sicuramente frequentare qualche buon Club, ma qui, invece, niente. O pub, o disco. Qualche bar, una paio di circoli. Il vero problema è che i quindicenni stano prendendo il sopravvento. I pub ormai sono tutti loro. In discoteca al buio tutti i gatti sono bigi e quindi non si fa molto caso all'età, però alla musica sì, per forza. E, ve lo assicuro, in genere è una musica da sbarbatelli. Se gli enta sono in arrivo, insomma, dove si va? I luoghi fighetti sono troppo fighetti e quelli da sfattoni alla soglia degli enta iniziano a diventare davvero out. Ma insomma: cosa rimane? Se uno non è sposato, non è fidanzatissimo, se, in altri termini, non è accasato, avrà ben il diritto di continuare a fare una vita da gggggggiovane? La questione è: quanto ggggggiovane? Non resta che girare e provare, un posto, alla fine, si troverà. Forse.

sabato 9 gennaio 2010

Restare a casa è di nuovo "in"?

E se restare a casa fosse tornato ad essere "in"? La neve è stata sicuramente complice di questo ritorno dentro le mura domestiche, però è vero che nella Riviera dove si è già visto tutto e il contrario di tutto, ad un certo punto, attorno ai trenta, uno si scoccia e così al pub di sempre e al locale che ogni tre mesi si rifa il look - ma che in fin dei conti resta uguale, salvo la musica, che peggiora di anno in anno - si preferisce l'accogliente casa di qualcuno, magari con camino.
Un giro di pizze assortite, con i cartoni che si accumulano per terra, birra e vino a volontà (tanto mica si deve guidare) e giochi di società sono stati il vero must delle festività 2009/2010 e probabilmente, se il tempo continua a variare da brutto a pessimo, segneranno anche i primi mesi dell'anno.
Poca spesa, tanta resa, amici di sempre, calore, chiacchiere e divertimento assicurato, soprattutto quando qualcuno grida: 'giochiamo a Mi salta in mente?' E' un pò come tornare al liceo, quando non mancavano mai il mazzo di carte, gli scacchi e qualche foglietto spiegazzato su cui scrivere tutti i nomi che vengono in mente con la "A", tutte le piante, tutti gli animali...accidenti non mi ricordo nemmeno uno "sport"...ecco, ci sono "Alpinismo".
Così scivola via anche la serata più fredda e malinconica, perchè in fin dei conti restare in casa è di nuovo "in". (E se anche non lo è, pazienza, perchè comunque a noi ci piace!)